Cane e risorse sociali: la gestione degli spazi

maggio 15, 2017

Il buon leader gestisce con coerenza gli spazi, sia quelli casalinghi, sia quelli esterni. Un cane che vive prevalentemente in casa ed è in costante stretto contatto con i membri della famiglia sviluppa meglio il senso di affiliazione, sentendosi parte integrante del gruppo, mentre un soggetto che sta per molto tempo confinato all’esterno percepirà un basso livello di affiliazione, alimentando un senso di esclusione rispetto al branco familiare. Va detto inoltre che gli spazi della casa interni ed esterni sono, insieme al cibo, tra i più forti indicatori di posizionamento sociale del cane e per questo vanno amministrati con rigore e coerenza.

La prima cosa di cui ci si deve occupare è di trovare lo spazio elettivo di riposo per il cane. Come già detto in precedenza, la cuccia, che sia uno stuoino, un lettino o un kennel, ha un forte valore sociale per il cane in quanto ricordo ancestrale del luogo protetto dove i cuccioli di lupo venivano confinati dalle loro mamme per proteggerli dagli altri membri del branco e dai pericoli esterni. La sistemazione “etologicamente” corretta è quindi in una stanza non isolata della casa ma in posizione defilata, che non sia di passaggio e che si trovi lontana per quanto possibile dalle porte. La cuccia non è solo la zona di riposo ma soprattutto lo spazio dove il cane “tiene fuori il mondo”; pertanto deve essergli garantita una totale privacy ed è necessario che i componenti della famiglia, bambini compresi, rispettino rigorosamente tale luogo.

Parlando di cuccia è indispensabile affrontare il discorso del “kennel” che altro non è che una sorta di trasportino proporzionato alla taglia del cane e di varia fattura: da quello in tessuto, a quello in plastica, alla classica gabbia in metallo. Sul kennel si sentono le opinioni più disparate che vanno dalla condanna totale in quanto considerato strumento di prigionia all’entusiasmo assoluto. Chiariamo innanzitutto che il kennel non è un mezzo educativo ma piuttosto un ausilio che, se correttamente proposto al cane fin da cucciolo, può risolvere parecchie situazioni che vanno dall’esigenza di lasciare il nostro quattrozampe da solo per qualche ora senza fargli correre rischi, ai problemi di ansia da separazione. Naturalmente è necessario abituare il cane ad accettare il kennel in modo progressivo e senza costrizioni, con un minimo di pazienza e qualche semplice accorgimento: s’inizia con la somministrazione di alcune pappe al suo interno lasciando la porta rigorosamente aperta, poi si comincia a chiuderla durante il pasto per riaprirla non appena il cane manifesta disagio o agitazione. Per invogliare il nostro compagno a gradire il kennel possiamo anche aiutarci con dei bocconcini prelibati che metteremo al suo interno. Dopo qualche giorno di “condizionamento” il cane lo vivrà come la propria cuccia e potremo tranquillamente lasciarlo al sicuro, con porta chiusa, per qualche ora.

Possiamo abituare il cane a una sola cuccia posizionata nella zona giorno della casa oppure permettergli di dormire ai piedi del letto durante la notte; dipende dalle nostre preferenze, l’importante è essere coerenti con le abitudini che gli diamo. E, sempre a proposito di coerenza, è importante decidere fin da subito se autorizzare il cane a stare sul letto o sul divano in nostra presenza; in ogni caso saremo noi a chiedere al cane di salire e scendere a nostro piacere e non viceversa: se il cane sale di sua sponte va sempre fatto scendere in nome dell’uniformità di comportamento che è una delle prerogative più importanti del buon leader.

Il cane va educato fin da cucciolo a rispettare gli spazi casalinghi, soprattutto quelli di passaggio; pertanto dovremo insegnargli a non accucciarsi in mezzo a una stanza o in prossimità delle porte ed eviteremo in ogni caso di scavalcarlo per passare, così da non invadere il suo spazio sociale. Queste regole sono particolarmente importanti verso quei profili a forte attitudine territoriale, come ad esempio i cani da pastore guardiani, che tendono a sovrintendere e proteggere l’ambiente in cui vivono.

Nella gestione degli spazi esterni come il giardino è necessario stimolare lo spirito collaborativo del cane nei nostri confronti, in modo da fargli capire che le azioni vanno coordinate; ad esempio, quando il cane avverte dell’arrivo di un estraneo abbaiando, il proprietario gli deve chiedere di smettere di abbaiare, per poi andare entrambi ad accogliere il visitatore.

Arrivederci al prossimo appuntamento, dove continueremo a parlare di risorse sociali affrontando il tema delle attenzioni.

 

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